Essere come io sono o
essere come io non sono,
non so e non importa,
pallida la mia coscienza vive,
tra le mani mi scivola la vita,
non ho voglia di raccoglierne le ceneri
e lascio che un vento freddo le porti via.
Perché impossibili mi risultano
slanci di vita,
stanchezza d'amore
mi annebbia lo sguardo
e muti restano i desideri?
Molto tempo fa
la mia anima è stata ferita e
ancora non regge
alla pioggia e al vento
delle azioni altrui.
Gli altri entrano nei bar
e vivono con forza le loro storie.
La mia storia è perdente,
la mia storia incide solo sul nulla,
sull'abisso che ho in me.
Non temere la realtà,
non essere scostante e mesto,
siediti e osserva il gatto
che gioca con il gomitolo di lana,
annusa l'aria della tua cucina,
l'odore di fritto non è profumo
ma dalle piastrelle alle pareti
una voce giunge da lontano.
Essa ti parla di miniature colorate
alla maniera cinese.
In mezzo alle foreste
tra i rami degli alberi,
tra foglie e fiori
ci sono uccelli azzurri e gialli,
cerbiatte fuggono dai cacciatori
che galoppano su cavalli bianchi e neri.
Dolci fanciulle passeggiano
con i loro ombrellini di carta
e i bambini rincorrono aquiloni.
Così solo alle pareti di questa vita
esiste un mondo idilliaco,
l'interno è una fucina
dove lavorano inganno e desolazione,
tristezza e rammarico.
Ma non temere, lascia andare
la tua malinconia alla deriva
perché sotto le pietre del tuo destino
cova una cenere di grandiosa letizia.
Lontano dalle genti
ad Agarthi, regno
circondato da alte montagne,
centro del mondo e
terra originaria dell'umanità,
sotto la dura roccia,
c'è odore di nuova vita,
suoni sincopati e armoniosi,
colori limpidi e splendenti,
meraviglie della natura e
armonia di anime, paradiso.
Qui i signori del mondo
dominavano e dirigevano
le vicende della storia umana.
Invano i cavalieri si sono imposto
il compito di mantenere un rapporto
con questo centro segreto
dove la saggezza d'Oriente e
quella d'Occidente dovevano comunicare.
Fin da quando la Sophia,
la parte femminile di Dio
ha voluto generare il mondo
per eccesso d'amore,
senza chiedere il permesso
alla sua parte maschile,
è cessata la convergenza armonica
che lega scienza e spiritualità.
Dominio, comando, potenza, controllo
hanno offuscato la capacità
di risveglio interiore ed
è restato solo uno stagno
d'acqua malsana dove gracidano
rane e rospi tra erbe maleodoranti.
Quando tutto sarà spazzato via
con l'aiuto di forze soprannaturali,
allora inizierà l'età dell'oro,
l'era dell'Acquario,
il cambiamento che ci porterà
sulla soglia di un progresso spirituale
che, raggiunto, consentirà
l'accesso a nuove dimensioni dell'esistenza.
Il serpente Kundalini si risveglierà in noi
e il terzo occhio ci farà vedere
cose ora invisibili e impalpabili,
avremo la possibilità di cogliere
significati e correlazioni
prima nascosti negli eventi dell'Universo
e potremo agire su di essi
in nuovi modi metafisici.
Donne si danno da fare,
sembrano animali stanchi e cupi,
non è il denaro né l'ambizione
a trattenerle in quella catena
di ostacoli e piccole soddisfazioni,
è la cosapevolezza che qualcuno
a casa sa della loro esistenza.
Piccole esistenze,
non dei immortali
hanno costruito palazzi,
strade, città, mondi.
Piccole esistenze tra
disincanto e illusione,
senza alti orizzonti,
miopi, metodiche,
non eroiche ma coraggiose.
Piccole esistenze di madri,
mogli, sorelle, figlie, compagne
e amiche che esistono non in sé
ma nella loro funzione.
Amiamole non dimentichiamole in un angolo.
Camminare tra la gente,
salire sulla metropolitana affollata,
ognuno fatica la sua vita
e tutti tendono alla felicità.
Siamo marionette
ma il nostro cuore è vivo,
batte, s'infiamma,
abbassa la sua luce.
Non sempre siamo acqua che
prende la forma del recipiente,
a volte evaporiamo,
a volte possiamo bollire.
Abbiamo bisogno di credere
nell'amore, nel lavoro, in Dio,
in qualsiasi filosofia,
perché questa è la guida
che ci indica la strada.
Senza ci lasciamo andare
e anneghiamo in pozzanghere
fangose sparse sui marciapiedi.
parole per costruire strade
per collegare città,
parole antiche e moderne
per partecipare ai riti
e scambiare doni.
I falchi, avari, però non hanno portato doni.
Acqua gialla carica di sabbia,
hai rotto tutti gli argini,
hai esondato portandoti via
la superbia e l'odio.
Ma ancora le genti rabbiose gridano
e soffocano poveri fanciulli
d'Africa, d'Asia, d'America
in nome di guerre purificatrici.
Non leggermi come un libro di matematica,
formule e teoremi non servono a spiegare
lo spazio in cui vivo.
Spazio discontinuo, sospeso
tra storia e poesia.
La storia è la mia,
la poesia è quella che sta nel mondo,
poesia perfetta a cui anelo.
Leggimi come uno spartito di musica,
cerca tra le note il ritmo
che più ti si addice e suona
e balla e lasciati andare, ...canta.
Leggimi come un quadro antico,
ascolta il professore d'arte
che ti spiega le figure mitologiche
qui ritratte con maestria dal pittore
e immagina il suo tempo,
tempo diventato eterno