domenica 17 novembre 2013

E' arrivato l'inverno

E' arrivato l'inverno e
la mia rosa è spenta.
Sono qui con l'attesa
che fila lana e cuce
la mia anima.
Si sta spogliando
foglia a foglia
la possibilità che tu ritorni
e il presente è sempre lo stesso:
tu non ci sei.
Distinguo bene le orme
che hai lasciato su di me
e ad una ad una le seguo
per ritrovare dove sei.
I fiori del mandorlo, sbocciati
prima della primavera,
piangono sotto una nevicata tardiva
e il vento li trattiene in un turbine.
Ho dipinto con troppi colori
un quadro che ora sfuma
in un grigio tetro.
So bene che è il dolce annegare
che mi spinge verso l'offerta
del  mio dolore di donna
per espiare il peccato d'amore.
                                            Autore: Ivana Tata  @tutti i diritti riservati





sabato 16 novembre 2013

Tempo di cambiare



In un bosco
il mio profilo
e quello di un albero si confondono,
le mie braccia alzate al cielo
sono rami che fanno domande.
Albero tra alberi,
tronco tra tronchi,
braccia come rami a chiedere
e la foresta è folta.
Non vogliamo più aspettare,
è ora di cambiare,
offrici la chiave per uscire.
Si sta spegnendo il tramonto
e dentro di noi si accende l'ira,
la foresta brucerà.
E' tempo di trovare
la misura delle cose.
                        Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati





lunedì 14 ottobre 2013

Popoli

Si incontrano popoli sul mare
che vengono dalla privazione, dalla pena,
lasciano amici e nemici,
abbandonano le terre del pianto,
fuggono la morte e la guerra,
vogliono dimenticare i poveri villaggi
abitati dalla fame e dalla malattia.
La speranza è un barcone malandato
che regge il mare come un nuotatore stanco.
Corpi e anime spezzate ma occhi allargati al futuro,
queste sono le genti che arrivano dal mare
e che al mare cattivo strappiamo
non per imprigionare, perseguitare,
denunciare, dileggiare, beffare.
Questo è il momento dell'umanità,
il momento di allentare le catene,
integrare, permettere azioni,
scusarsi, promettere, ammorbidire i cuori.
Nonostante a chi è sulla riva resta il dubbio,
lo smarrimento, la perplessità e sottovoce
rimescola la concordia e l'ostilità.

                                        Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati


sabato 12 ottobre 2013

Se mi togliete la buccia

Se mi togliete la buccia
si espande da me tutto
il profumo della mela verde
ed invade una terra
dove galoppano liberi i cavalli.
Su queste estese pianure,
sospese tra cielo e terra,
la mia identità spunta qua e là come
i piccoli fiori bianchi della fragola.
Non governo l'irruenza dell'ispirazione
ed essa dilaga prosperosa
tra i miei piccoli mondi spirituali...
e così passeggio su una spiaggia
ma non lascio orme sulla sabbia fine,
mi tingo dei colori di un'orchidea tropicale
e, come lei, sboccio alla sera
e alla mattina sono già appassita.
La paura, a volte, governa me
e quando cerca di atterrare
sul mio terreno fertile
e mostrarmi salate avventure
in cui furoreggia il male di vivere,
chiudo e spezzo questo libro nero.
Mi lascio governare dalla poesia
che mi penetra direttamente
e scioglie il nodo a tutte le strade
del quartiere che io tengo tra le braccia.
Queste vie dolorose per me
si liberano nel centro di un universo
dove esistono solo le aurore
e dove si gode del calore
della trasparente forza della luce.

                              Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati




mercoledì 2 ottobre 2013

Puma

In una luce chiara giochi
con i colori freddi, grigi e azzurri,
tu, come la neve danzi,
mulinando con leggerezza,
vieni nella mia piccola stanza
e mi aggredisci come un puma.
Chi sei tu?
Sei la colomba che cade in volo perché
la terra è lontana e il mare troppo ampio?
Sei l'Africa degli schiavi
che attraverso me chiedono vendetta?
Sei desiderio di ritorno al grembo materno
e nostalgia di fate e gnomi?
Sei presenza amica, dolce e amara allo stesso tempo
o fiammante  passione di vivere la morte
per poi risorgere?
Hai la voce pagana della ragazza nubile,
restata orfana dell'amore per sortilegio.
Il suo lamento ha addormentato
l' animale guardiano
ai miei piedi e non ho difesa.

                             Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati



sabato 21 settembre 2013

Stop

Lasciati invitare sulla linea
di quel meridiano
dove bisogna cambiare la data
secondo in che direzione si viaggia.
Qui sospesi tra oggi e domani
facciamo naufragio abbandonandoci
a profonde libagioni di poesia,
riposiamo avvolti da musica
fluttuante note tintinnanti,
indossiamo arabeschi mantelli
che ci nascondano e ci proteggano
da invidiosi strali mortali.

Sulla città il cielo è di piombo,
nelle strade camminano uomini tristi
sotto una pioggia di pesanti parole acide,
il silenzio li ha attanagliati
e sono diventati sordi ai sospiri d'amore.
Può salvarli una coreografia d'emozioni,
se si lasceranno coinvolgere nella danza,
saltando in punta di piedi
oltrepasseranno lo sgomento e il terrore,
infilandosi tra tende di verità e menzogne
raggiungeranno la stanza dello scrigno
dove è stata conservata ogni ricchezza
terrena e celeste e vita armoniosa.

Raggiungimi su questa linea,
cercheremo nei libri le formule di pace,
inventeremo i dialoghi che mancano
e i gesti che aiutano l'amore,
fidati di me, da qui potremo
calare dolcezza sui disperati.
                 
                            Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati





venerdì 30 agosto 2013

Non svegliatemi

Questi colpi che battono alla mia porta
mi destano dalle illusioni del tempo passato
e del tempo che verrà svelto svelto
prima che me ne accorga.
Immagini abbarbicate su pali elettrici
per guardare oltre le mura,
oltre lo spazio che mi racchiude e mi limita,
così sono i miei sogni e io li coltivo
con vanga e rastrello come un giardiniere.

Non bussate forte alla mia porta,
essi fuggiranno e io resterò sola.
Senza la compagnia di questa luce
camminerò cieca lungo un viale
di terra nera senza asfalto e senza suoni.
Ogni sogno rubato è uno strappo alla vita,
una lacerazione che sanguina morte.
Il desiderio sottratto relega il bambino nel silenzio,
sulla pelle dell'uomo accumula brividi d'impotenza.

Abbandoniamo la logica e la razionalità
esse non ci conducono a spiegare le passioni.
Nell'attesa sgorga il torrente di gioia
e ride se le speranze verranno allevate,
se verranno cullate con l'onda del mare.
Si, nell'attesa appaghiamo l'affanno.
Non bussate, dunque, non svegliatemi!

                                      Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati