sabato 5 maggio 2012

L'autunno della Speranza

I colori del bosco
sono come la Speranza.
Il verde delle tenere foglioline appena nate
è la Speranza giovane, fresca
che ha appena iniziato a sperare.
Il verde più scuro delle foglie mature
è la Speranza attiva
che si dà da fare, si muove,
anche s'inquieta, ma è forte,
non chiude mai gli occhi.
Conversa con gli uccelli
che beccano sui rami,
ascolta il mormorio dei bruchi e
delle larve che rodono i tronchi
e a poco a poco anch'essa si consuma.
Ora somiglia più alle foglie gialle
che temono il vento che le porta via.
La Speranza divaga, si distrae,
non è più ferma, stabile,
tentenna spesso e spesso geme.
Muore
come muoiono le foglie d'autunno
che diventate brune
si accartocciano su sé stesse.

        Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati









sabato 28 aprile 2012

Tentazione

La luna sta in alto
sopra la via tra i due ponti
dove passano veloci bus e auto
e il rombo dei loro motori
non è romantico.
La musica che arriva
dalla finestra di fronte è rock e pop
e non accarezza l'anima
ma invita alla ribellione.
E' difficile fare poesia in città
non ci si può appigliare
alla nascita della primavera o
alla magica neve del freddo inverno;
la tentazione è allora
di scavare nel proprio tormento
e trovare solo quello
che non abbiamo avuto
quello che non abbiamo dato.
Immagini refuse di qualcosa
che avrebbe potuto essere
ma non è stato.
Arianna ha lasciato andare
il suo filo e più
non si è usciti dal labirinto.
Scavati i ricordi
si scopre che non c'è
né pieno né vuoto
né cura né strazio,
le parole perpetuano la sofferenza
ed è meglio affidarle
alle nebbie della smemoratezza.

                      Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati

                   

mercoledì 11 aprile 2012

La forza della vita

Sostegno e stabilità
siamo tutti interessati a loro
e cercatori di essi,
a volte ci appoggiamo all'amore,
a volte alla ricchezza o alla fortuna,
ma dov'è il ramo di pesco fiorito
che cerchiamo?
Deboli e insicuri
andiamo incontro
a sogni rilucenti,
a voci rimbombanti
e cadiamo in tranelli.
Allora ci rannicchiamo
sotto una coperta di speranze
e quando viene la sera
tiriamo fuori la testa timorosi.
Forse se aprissimo quella porta
aldilà troveremmo
sostegno e stabilità.
Non dobbiamo essere
sacchi di spazzatura
allineati sui marciapiedi delle città
che aspettano il camion della nettezza urbana
che viene a ritirarli.
Riconciliamoci con le stelle
ci sarà pure un centro
attorno a cui danzare.
Non tutto è orrore e decadimento,
in fondo al cunicolo
c'è una luce bianca
e seppur fioca mostra la via.
Dall'ombra emergono
la forza e la bellezza della vita
e la paura non ci assale.

                   Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati


giovedì 5 aprile 2012

Dubbio

Essere come io sono o
essere come io non sono,
non so e non importa,
pallida la mia coscienza vive,
tra le mani mi scivola la vita,
non ho voglia di raccoglierne le ceneri
e lascio che un vento freddo le porti via.
Perché impossibili mi risultano
slanci di vita,
stanchezza d'amore
mi annebbia lo sguardo
e muti restano i desideri?
Molto tempo fa
la mia anima è stata ferita e
ancora non regge
alla pioggia e al vento
delle azioni altrui.
Gli altri entrano nei bar
e vivono con forza le loro storie.
La mia storia è perdente,
la mia storia incide solo sul nulla,
sull'abisso che ho in me.

           Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati






domenica 18 marzo 2012

Non temere la realtà

Non temere la realtà,
non essere scostante e mesto,
siediti e osserva il gatto
che gioca con il gomitolo di lana,
annusa l'aria della tua cucina,
l'odore di fritto non è profumo
ma dalle piastrelle alle pareti
una voce giunge da lontano.
Essa ti parla di miniature colorate
alla maniera cinese.
In mezzo alle foreste
tra i rami degli alberi,
tra foglie e fiori
ci sono uccelli azzurri e gialli,
cerbiatte fuggono dai cacciatori
che galoppano su cavalli bianchi e neri.
Dolci fanciulle passeggiano
con i loro ombrellini di carta
e i bambini rincorrono aquiloni.
Così solo alle pareti di questa vita
esiste un mondo idilliaco,
l'interno è una fucina
dove lavorano inganno e desolazione,
tristezza e rammarico.
Ma non temere, lascia andare
la tua malinconia alla deriva
perché sotto le pietre del tuo destino
cova una cenere di grandiosa letizia.

                    Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati



domenica 11 marzo 2012

anno 2012

Lontano dalle genti
ad Agarthi, regno
circondato da alte montagne,
centro del mondo e
terra originaria dell'umanità,
sotto la dura roccia,
c'è odore di nuova vita,
suoni sincopati e armoniosi,
colori limpidi e splendenti,
meraviglie della natura e
armonia di anime, paradiso.
Qui i signori del mondo
dominavano e dirigevano
le vicende della storia umana.
Invano i cavalieri si sono imposto
il compito di mantenere un rapporto
con questo centro segreto
dove la saggezza d'Oriente e
quella d'Occidente dovevano comunicare.
Fin da quando la Sophia,
la parte femminile di Dio
ha voluto generare il mondo
per eccesso d'amore,
senza chiedere il permesso
alla sua parte maschile,
è cessata la convergenza armonica
che lega scienza e spiritualità.
Dominio, comando, potenza, controllo
hanno offuscato la capacità
di risveglio interiore ed
è restato solo uno stagno
d'acqua malsana dove gracidano
rane e rospi tra erbe maleodoranti.
Quando tutto sarà spazzato via
con l'aiuto di forze soprannaturali,
allora inizierà l'età dell'oro,
l'era dell'Acquario,
il cambiamento che ci porterà
sulla soglia di un progresso spirituale
che, raggiunto, consentirà
l'accesso a nuove dimensioni dell'esistenza.
Il serpente Kundalini si risveglierà in noi
e il terzo occhio ci farà vedere
cose ora invisibili e impalpabili,
avremo la possibilità di cogliere
significati e correlazioni
prima nascosti negli eventi dell'Universo
e potremo agire su di essi
in nuovi modi metafisici.

                               Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati




sabato 3 marzo 2012

Donne

Donne si danno da fare,
sembrano animali stanchi e cupi,
non è il denaro né l'ambizione
a trattenerle in quella catena
di ostacoli e piccole soddisfazioni,
è la cosapevolezza che qualcuno
a casa sa della loro esistenza.
Piccole esistenze,
non dei immortali
hanno costruito palazzi,
strade, città, mondi.
Piccole esistenze tra
disincanto e illusione,
senza alti orizzonti,
miopi, metodiche,
non eroiche ma coraggiose.
Piccole esistenze di madri,
mogli, sorelle, figlie, compagne
e amiche che esistono non in sé
ma nella loro funzione.
Amiamole non dimentichiamole in un angolo.

                              Autore: Ivana Tata