sabato 21 settembre 2013

Stop

Lasciati invitare sulla linea
di quel meridiano
dove bisogna cambiare la data
secondo in che direzione si viaggia.
Qui sospesi tra oggi e domani
facciamo naufragio abbandonandoci
a profonde libagioni di poesia,
riposiamo avvolti da musica
fluttuante note tintinnanti,
indossiamo arabeschi mantelli
che ci nascondano e ci proteggano
da invidiosi strali mortali.

Sulla città il cielo è di piombo,
nelle strade camminano uomini tristi
sotto una pioggia di pesanti parole acide,
il silenzio li ha attanagliati
e sono diventati sordi ai sospiri d'amore.
Può salvarli una coreografia d'emozioni,
se si lasceranno coinvolgere nella danza,
saltando in punta di piedi
oltrepasseranno lo sgomento e il terrore,
infilandosi tra tende di verità e menzogne
raggiungeranno la stanza dello scrigno
dove è stata conservata ogni ricchezza
terrena e celeste e vita armoniosa.

Raggiungimi su questa linea,
cercheremo nei libri le formule di pace,
inventeremo i dialoghi che mancano
e i gesti che aiutano l'amore,
fidati di me, da qui potremo
calare dolcezza sui disperati.
                 
                            Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati





venerdì 30 agosto 2013

Non svegliatemi

Questi colpi che battono alla mia porta
mi destano dalle illusioni del tempo passato
e del tempo che verrà svelto svelto
prima che me ne accorga.
Immagini abbarbicate su pali elettrici
per guardare oltre le mura,
oltre lo spazio che mi racchiude e mi limita,
così sono i miei sogni e io li coltivo
con vanga e rastrello come un giardiniere.

Non bussate forte alla mia porta,
essi fuggiranno e io resterò sola.
Senza la compagnia di questa luce
camminerò cieca lungo un viale
di terra nera senza asfalto e senza suoni.
Ogni sogno rubato è uno strappo alla vita,
una lacerazione che sanguina morte.
Il desiderio sottratto relega il bambino nel silenzio,
sulla pelle dell'uomo accumula brividi d'impotenza.

Abbandoniamo la logica e la razionalità
esse non ci conducono a spiegare le passioni.
Nell'attesa sgorga il torrente di gioia
e ride se le speranze verranno allevate,
se verranno cullate con l'onda del mare.
Si, nell'attesa appaghiamo l'affanno.
Non bussate, dunque, non svegliatemi!

                                      Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati






                                             


sabato 17 agosto 2013

Non c'è più luna

Le radici degli alberi stanchi e delusi
si abbeverano in un lago nero
cercando bagliori azzurri di luna.
Il rubalune ha portato via l'astro
e la terra bagnata di lamenti
piange la sua innocenza.
Il cielo verde di rabbia
non sa cosa fare e resta a guardare.
Gli innamorati hanno teste di legno
e copulano con sessi di marmo spezzato.
I sogni sono chiusi tra cancelli.
I desideri non hanno più
destinazione né soccorso.
Oh luna !!
Ogni ruga, ogni crepa appare
senza di te più profonda.
Come possiamo sentire, ora,
le diverse emozioni dell'amore
e allo stesso tempo dimenticare l'odio?
Tutti abbiamo conversato con te
e a te offerto illusioni,
estasiati abbiamo ammirato
il tuo splendore che emanava musica.
Oh luna !!
Abbiamo bisogno di qualcosa
che risplenda più di noi stessi,
che ci inviti a meditare
sui nostri atteggiamenti mentali
e non si consumi più presto
di un cubetto di ghiaccio.
Chi riporterà al suo posto la luna?
Il poeta si avvicina allo sportello
e chiede un biglietto
per il viaggio senza ritorno.
                                              Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati



sabato 3 agosto 2013

La veste bianca

Bianca veste di primavera
sta qui nascosta tra profumi
di lavanda, chiusa nel cassetto,
non è mai stata indossata.
Quando arriverà la giovane idea
fuggita dalla gabbia
si vestirà di lei.
Salirà sulla barca con la veste nuova,
alzerà spruzzi con i remi,
lascerà veloce la riva e
in mezzo al fiume dietro di sé la scia.
Questa idea è grande,
della ragione ha la forza,
dell'infinito il fuoco,
non fa guerra, conquista con la luce.

                                 Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati




lunedì 22 luglio 2013

L'uomo divino

In una nuvola
si dissolvono le attese
che avevano tenuto in vita
aspirazioni, esaltazioni, fantasie
rivolte alla liberazione
dello spirito intrappolato
nel grigiore di un cuore imperfetto.
Ansimando tra paludi,
fuggi come uno schiavo negro
trascinandoti dietro le catene
che ti serravano le caviglie e i polsi.
La libertà è molto lontana
ma tu non ti fermerai, esausto,
a cantare il tuo blues.
Tu sei il mulattiere che
trascina su per la montagna
la sua cavalcatura con la soma
e arranchi tra neve e gelo
e solo sulla cima ti riposerai,
tu, genere umano,
creazione di quell'idea che
filosofia di raso e teologia di velluto
hanno reso sublime
dimenticando gli altri esseri.
         
                           Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati









mercoledì 17 luglio 2013

Innamoramento

Corrente calda ha percorso la mia pelle,
una tenerezza timida
è arrivata alla porta del cuore.
Ha superato avvallamenti,
risalito lungo i tornanti,
ha attraversato boschi tenebrosi,
non ha avuto paura della pioggia e del vento,
ha sudato sotto il sole cocente.
Cercando tra cespugli spinosi ha trovato rose
e guardando in alto le stelle
ha strappato sogni agli angeli,
rose e sogni ha offerto a te.
Se fossi stato cosciente
ti sarebbe bastato un cenno,
per te indifferente è inutile ogni mia azione.
La mia timida tenerezza ha trovato
la tomba nel tuo cuore.
                           
                                     Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati




giovedì 4 luglio 2013

Scorre l'acqua

L'acqua sopra il naviglio
scorre buia, sembra meditare
ricordi e sogni, quando solo
le voci della notte potevano
regalarle piaceri e compagnia amica.
Accanto a lei scorrevano le illusioni
che il freddo mattino, schiarendo l'aria,
spegnendo le luci, rendevano false e morte.
A questa acqua ho confidato spesso
il mio dolore che tornava indietro
come un'eco ritorna dalla montagna;
una risposta non c'era per questo
fuoco che annerisce l'anima
e soffoca il pensiero.
Conoscerlo e non poterlo mostrare
rende sgradevoli e infelici.
Scorre l'acqua del Naviglio
e rispecchia, più che il mio viso,
l'oscuro teatro di un'esistenza
senza affetti vivi.
Non mi riconosco in quell'immagine,
la mia figura non vede il visibile,
evoca invece la bellezza esemplare
e la grandezza universale dell'amore
sempre presente, sempre vissuto
e tessuto di carezze.
Questi inganni aiutano la sorte
che mi e toccata e riesco
a cogliere fiori dove c'e sabbia.

                                Autore: Ivana Tata @ tutti i diritti riservati