Il sole ha compiuto il suo giro
nell'arco del cielo e ora a poco a poco
si nasconde dietro l'orizzonte.
La sera allunga le sue ombre sulla strada
e avvolge i palazzi in un rosso-arancio.
Questo è il momento in cui vorrei
più zucchero nella mia ciotola.
Nel tramonto che incanta e strugge,
vorrei più zucchero nella mia ciotola
ripete il blues che ascolto e
io ritorno là dove svuotarono
la mia ciotola e mi resero poeta.
Mi arruffarono la pelliccia
e solo lamenti restò la voce.
Diventarono amici i gufi saggi,
che predicavano la morte dell'anima
ai ladri impietosi della mia pace.
Vorrei più zucchero nella mia ciotola
per risvegliare l'oro che in principio
era colato nel vaso offerto a me.
Mi è scivolato dalle mani
questo recipiente di desideri
e si è rotto in mille frammenti
che non riesco a ricongiungere.
Mi sono cucita in un sacco e
così mi lascio caricare su un treno
che procede verso il sempre triste.
Vorrei più zucchero nella mia ciotola
per affrontare la paura di macinare
i giorni della vita e farne
una tremenda farina stantia. Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati
Marzo asciuga le lacrime agli occhi dell'inverno,
marzo mette il mantello verde alla collina,
marzo fa chiacchierare le giovani pratoline
nelle aiuole di città e i colombi
si scambiano confidenze sulla Primavera
mentre il sole gioca a nascondino
con qualche grossa nuvola.
Certi giorni il cielo è così luminoso
e blu che fa male agli occhi guardarlo;
cerchiamo in quella profondità azzurra
i nostri desideri che si muovono
svolazzando avanti e indietro senza fretta
ma noi non riusciamo ad afferrarli.
Marzo gira la ruota e dà speranza
suggerendoci di riordinare i cassetti
perché la nuova fortuna
non ci sorprenda impreparati.
Nella desolata radura gialla
volteggia una figurina rossa,
con ali d'argento vuole elevarsi al sole,
con i suoi piedini schiva le pietre
e danza senza musica.
C'è un airone che la guarda
dal cielo, un solo airone bianco.
Solitaria ballerina, sposa
dell'amore, partorisci favole sagge,
tristi e fredde come fredda e la saggezza.
Tuo solo amico l'airone
che tu vorresti tenere al laccio
e nutrirlo di poesia.
Non puoi, presto lui raggiungerà
il lago dove immergerà il lungo collo.
Non puoi catturare il suo volo,
questo non è il tempo dell'immaginazione
che muta a seta stoffa per stracci,
che ruota intorno al segreto
che raccontiamo ai bambini,
che fotografa quell'istante di te
allegro e sicuro e non ti avvisa
di metterti in una posa sincera.
L'immaginazione che vuole
cambiare il passato scaduto
e riprendere in corsa il futuro
che non ci è ancora stato donato;
per questa immaginazione non c'è tempo.
Dovresti deporre l'immaginazione
sulla nave del capo guerriero
con i suoi tesori depredati e
lasciandola andare al moto delle onde,
accompagnarla con i lamenti delle sue donne.
Un funerale vichingo è degno di lei
e se questa è l'ora di celebrare
il compianto dell'immaginazione,
domani qualcuno darà sollievo ai lividi. Autore: Ivana Tata @ tutti i diritti riservati
Al porto il mare sbuffa
e la luna è di latte,
la piccola barca vorrebbe lasciare l'ormeggio e
aspetta l'onda più grande
per spezzare le corde e
navigare nel mare immenso
in compagnia dell'albatro.
"Mia piccola barca il mare è vasto
e dall'altra parte c'è una terra
simile a questa, aspra e grigia,
il viaggio è lungo e ingannevole,
il grande uccello dalle ali ampie
non sempre ti darà amicizia
e i gabbiani ti derideranno
perché non porti pesci."
Questi sono i pensieri dell'uomo
che sonnecchia sulla panchina,
in questa sera di latta e di cenere,
stanco nelle membra e stanco
nel sonno che non lo riposa,
ha smarrito la sua fortuna.
Era partito, nuovo Ulisse, "per seguir virtute e conoscenza",
presenti i limiti del viaggio e pressanti,
la sua sete di patria del cuore
è restata insoddisfatta e delusa.
Quello che è restato è tutto il
colore del mondo che non ha potuto
contenere nella sua piccola anima. Autore : Ivana Tata @tutti i diritti riservati
Ciò che sta chiuso in cuore
è sentire il mondo in modo surreale
e non so per quale incantesimo
tutto mi porta a reggerlo senza affanno.
Per pudore lo tengo segreto, a lungo nascosto, esso esplode
quando un lutto mi offende la ragione.
Le emozioni cercano il ponte
per raggiungere ciò che amo,
si alza il vento e toglie la nebbia,
il ponte appare e mi incammino
a piedi nudi o con scarpette di rugiada.
Ho nemici che mi sbarrano il passo,
e io a denti stretti ascolto il mare
contenuto nella conchiglia
e afferro con lo sguardo interiore
le onde azzurre che non vedrò mai
e non so perché. Autore: Ivana Tata @tutti i diritti riservati